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Storytelling Hotel | AbanoRitz

Felice Compleanno, Brunella!

Il 7 Gennaio è il mio compleanno e da tanti anni ormai ricevo una Newsletter dall’Albergo AbanoRitz SPA Wellfeeling Resort Italy (Padova)

Brunella Dorigo, ogni compleanno è un traguardo importante e ci auguriamo sempre che sia l’inizio di un anno speciale…le inviamo dunque i nostri migliori auguri insieme a una proposta esclusiva dedicata a Lei: una notte in B&B in Elegant room, accesso allo spazio RITZ Vital (piscine, sauna, bagno turco, palestra, doccia emozionale, idrorelax), SPAKit e RITZ Life a disposizione”.

Bene, mille grazie 🙂 e decido di approfittarne, anche perché in questo albergo ci ero già stata, solo una notte di passaggio durante un viaggio stampa con i miei colleghi, e mi era “rimasto dentro” (sapevo che prima o poi sarei ritornata!).

E infatti, al mio arrivo alla reception “Ben tornata Sig.ra Dorigo!” mi sono sentita a casa: sì, avete letto bene, a casa.

Tutto mi è parso familiare, accogliente e dopo 13 anni da quella prima notte, ho finalmente realizzato il mio sogno: godermi e assaporare l’atmosfera di questo albergo, l’AbanoRitz

Decisi fin da subito di non uscire, di concentrarmi nel mio nuovo ambiente e vivere ogni singolo istante del mio breve soggiorno senza distrazioni esterne, nonostante le interessanti e famose attrazioni locali dell’area Terme Euganee

E ho fatto bene poiché sono bastati due giorni per innamorarmene…

Ma andiamo per ordine.

L’albergo è di categoria cinque stelle, presente dal 1967 con 122 stanze (di cui 24 special rooms caratterizzate da specificità diverse e originali) e due design suite, inserito in un parco di oltre 6.000 mq con più di 40 varietà di piante, una clientela repeaters nazionale ma soprattutto internazionale che ritorna volentieri e che allarga volentieri anche ad amici e parenti.

Gestito direttamente dalla proprietà  le due sorelle Ida e Terry Poletto  oggi alla quarta generazione di sole donne –  ricevono e accolgono gli ospiti e sono ottime padrone di casa.

Ida e Terry Poletto

Terry ha una formazione scientifica, Ida invece umanistica: sono diverse eppure complementari, coscienti che la loro diversità è una ricchezza.

“Abbiamo voluto un turismo dal volto umano, volutamente contrario alla standardizzazione e alle mode cicliche – dichiarano le due simpatiche e dinamiche sorelle Poletto. Accogliere un ospite atteso e desiderato è il nostro modo di fare impresa, fedeli all’autenticità della nostra proposta, orgogliosi dei nostri primi 50 anni”

E proprio in occasione del cinquantesimo anno di attività (1967-2017), hanno voluto realizzare prima un’esclusiva pubblicazione …

autore Giovanni De Sandre © AbanoRITZ

Genius Loci identità di un luogo” per raccontare la loro personale storia attraverso quei simboli e quegli oggetti unici capaci di trasmettere un valore prezioso, il tempo e il suo “segno(“Il Tempo è storia e memoria, è l’esperienza e scoperta… è il tempo della vacanza, del relax e del benessere, quello da dedicare  a se stessi o alle persone che si amano”). 

“Al lettore il compito (e il piacere) di prendersi il tempo per ricomporre tutti i dettagli che costruiscono la nostra identità – confidano le due sorelle Poletto”.

… e poi una mostra espositiva per ripercorrere le tappe di questa affascinante struttura alberghiera: tante le immagini evocate, ognuna delle quali racconta un momento magico irripetibile e che entra nella storia dell’AbanoRITZ

Ecco quelle che mi hanno colpito maggiormente:

l’accensione delle luci nelle stanze; la famiglia Poletto, il grande Amore e l’entusiasmo dei genitori di Ida e Terry; il personale ieri e oggi …. tutto ben allestito in una grande sala dal titolo “Questo albergo è una casa”.

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Mi riposo un attimo nell’elegante e preziosa Sala degli Specchi al primo piano, ammirando il bellissimo pianoforte Steinway gran coda immaginando le tante serate allietate da una musica melodiosa, ritmica e incontri indimenticabili!!

La Sala degli Specchi © AbanoRITZ

Il mio sogno “ad occhi aperti” viene interrotto dalla Sig.ra Antonieta, addetta al ricevimento che mi domanda: “Ha già visitato il 5° Piano? Il 5° Piano??!” rispondo un po’ stupita, “venga l’accompagno e scoprirà un altro albergo“.

Al quinto piano la luce naturale entra dalle grandi vetrate e illumina le otto stanze del piano, tutte diverse, concepite con creatività e funzionalità, disegnate in stile contemporaneo –  come per esempio la White Room con letto tondo per chi ama libertà e leggerezza e la Brown Room per chi ama l’interiorità e la meditazione.

“Nel ristrutturare il quinto piano dell’albergo – mi informa Terry Polettoabbiamo voluto intervenire all’insegna della massima libertà e creatività, con elementi di rottura se confrontati con l’arredo classico dell’hotel, ma da questo sono lontani solo nell’apparenza. La sostanza rimane la stessa: la cura per i dettagli, l’attenzione per i materiali, la volontà di offrire un ambiente accogliente e caratteristico”.

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Nel lasciare il quinto piano, scatto al volo un’immagine che mi colpisce, impressa sulla porta della stanza 514: è un anatroccolo e mi riporta alla mente la fiaba dello scrittore e poeta danese Hans Christian Andersen (1805-1875)

La trama

All’interno di una nidiata di anatroccoli, se ne distingue uno dalle piume grigie, particolarmente grande e goffo. Sebbene la madre cerchi di accettarlo nonostante le sue differenze, il piccolo viene emarginato dai suoi simili: il duro trattamento che gli viene riservato lo induce ben presto a prendere la decisione di fuggire.

L’anatroccolo vaga senza meta e privo di ogni aiuto fino al calare dell’inverno, rischiando persino di morire congelato. Sopravvissuto miracolosamente, il protagonista giunge presso uno stagno dove vede nuotare un gruppo di splendidi cigni. Attratto dalla loro bellezza, gli si avvicina, e rimane enormemente sorpreso in quanto le eleganti creature gli danno il benvenuto e lo accettano: guardando il proprio riflesso nell’acqua, si accorge che lui stesso è diventato un bellissimo cigno bianco (fonte wikipedia)

E seguendo Il Brutto anatroccolo arrivo al Ristorantino Vintage una favola di ristorante (o un ristorante da favola?) dove gustare menu con sapori autentici, note golose e frasi curiose…

La mia cena però si è svolta presso il grande Ristorante dell’albergo chiamato White Gloves Restaurant in cui ho potuto gustare i cibi della tradizione e della buona tavola, serviti dallo staff sempre in guanti bianchi, in un’atmosfera accogliente e rilassata dove tutti, ma proprio tutti, si sentono alla corte del Re e della Regina!

Ho lasciato per ultimo uno dei motivi  – il più importante –  per cui ho deciso di accettare l’invito della Famiglia Poletto.

L’albergo si trova in un’area fondamentale per la salute preventiva in Europa, con un bacino termale di acqua e fango riconosciuto con Brevetto Europeo n. 1571203 (anno 2013), che garantisce la presenza nel fango di numerosi principi attivi prodotti naturalmente nel corso del processo di maturazione fonte Consorzio Terme Euganee

Il Centro Termale dell’albergo ha la propria sorgente di acqua ipertermale: classificata di livello superiore dal Ministero della Sanità Italiana e accreditato ASL per la fangoterapia, le terapie inalatorie e la sordità rinogena.

AbanoRITZ_ esterno piscina © 2018 Brunella Dorigo

Concludo la mia visita con un bagno rigenerante nella piscina termale esterna dell’albergo, accanto al grande parco, durante una bella giornata di neve e gelo con temperatura – 7 !!

Sono soddisfatta del mio breve e intenso soggiorno all’AbanoRitz che mi ha permesso di arricchire le mie competenze professionali anche a cinque stelle nell’ospitalità italiana 100% made in Italy, e credo – e spero – di poter ritornare presto come cliente-ospite abituale 🙂

 

La mia ispirazione

Sicuramente la Newsletter ricevuta dall’Albergo e inviata puntualmente nel corso degli anni il giorno del mio compleanno… ma anche un certo non so che indefinibile che mi ha riportato nel Veneto, una regione italiana bellissima che amo profondamente.

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AbanoRitz  

BLOG

Via Monteortone, 19 – 35031 Abano Terme (Padova) – Tel. +39 049 8633100

Ristorante Il Brutto Anatroccolo presso AbanoRitz SPA & Weel-Feeling Resort

Fotografo e Architetto Giovanni De Sandre

Consorzio Terme Euganee  Thermae Abano e Montegrotto

NOVITA’ nuova APP  VisitAbanoMontegrotto

Provincia di Padova

Storytelling Hotel and Destination | Hotel San Rocco, Orta San Giulio

Meravigliosa Orta San Giulio

Belio, Isola: ultimo drago © 1998 Elio Bozzola

Siamo rimasti colpiti nel guardare il quadro “L’ultimo drago” (1998 Isole) dell’artista Elio Bozzola in arte Belio: perfetto!

L’armonia dei colori del cielo e dell’acqua nelle varie gradazioni, le proporzioni dei singoli elementi, la prospettiva dell’immagine, l’isola e il drago…

Abbiamo fantasticato e scoperto chiacchierando con lui “E’ l’isola di San Giulio – ci informa Belio – un gioiello al centro del lago d’Orta in Piemonte, poco distante dal più conosciuto lago Maggiore”.

L’isola si trova a Orta San Giulio, definita “L’acquerello di Dio”,  uno dei Borghi più belli d’Italia

Non so per quale motivo ma ci siamo subito guardati negli occhi e abbiamo capito che volevamo sposarci lì, sulle rive di quel lago, così ricco di mistero e di fascino.

Siamo quindi partiti “al buio” solo con poche informazioni basilari: dovevamo scoprire la nostra località direttamente sul posto. 

Lago d’Orta © Geographica Tonino Mosconi

Una volta arrivati la giornata era bellissima, il sole d’inizio estate risplendeva anche sulle case dai diversi stili architettonici – dal romanico al barocco – a ridosso delle tranquille acque del lago.

Mano nella mano ci siamo lasciati andare nel dedalo di stradine che portavano nella piazza principale, Piazza Motta, davanti all’imbarcadero che porta all’Isola di San Giulio.

Ci voltiamo e alle nostre spalle ci appare una scalinata con in cima la “nostra chiesa”, la chiesa di Santa Maria dell’Assunta, edificata dalla Comunità dopo la pestilenza del 1485 e dedicata a Santa Maria della Consolazione.

Abbiamo immaginato quindi ogni istante di quel prezioso momento e nella nostra più totale intimità ci siamo detti SI…SI …. SI… all’infinito, prima sotto-voce e poi gridando con tanto, tanto Amore.

L’istinto ci aveva quindi accompagnato nel posto giusto: Orta e’ veramente un giardino chiuso hortus conclusus come riportato nello stemma posto sulla facciata del Broletto.

 

Davanti a noi si apre un paesaggio variegato, incastonato tra montagne come il Mottarone e le Quarne e rilievi più dolci, con al centro l’isola di San Giulio a soli 400 metri dalla riva; ne rimaniamo veramente incantati e decidiamo così d’imbarcarci.

Tra Storia e Leggenda

La leggenda narra che quest’isola un tempo era uno scoglio abitato da serpi e terribili mostri, fino a quando nel 390 vi approdò San GiulioAttraversando le acque del lago sopra il suo mantello e guidato nella tempesta dal suo bastone, il Santo fondò una chiesa, nella quale scelse poi di essere sepolto, e trasformò l’isola nel centro di evangelizzazione di tutta la regione. 

L’isola offre sempre nuove sorprese al pellegrino devoto, al ricercatore appassionato, agli innamorati: percorrendola ci si sente invitati a fermarsi interrompendo il ritmo concitato della propria vita per entrare in rapporto con Dio, con se stesso… e grazie alle monache di clausura presenti nell’Abbazia si entra in profonda comunione di pace e spiritualità.

Orta San Giulio Hotel San Rocco ©

Al ritorno verso Orta, notiamo una bellissima piscina a bordo lago: è quella dell’Hotel San Rocco, un complesso alberghiero di lusso inserito tra le mure di un antico monastero del 1600 e che negli ultimi 150 anni – fino al 1960 circa – fu la sede di un convento di suore di clausura; dopodiché venne acquistato dal Gruppo Giacomini SpA, di cui oggi fa parte.

“Cosa ne pensi, potremmo fare lì il ricevimento? “E magari noleggiare tutta la struttura ed invitare per due o tre giorni tutti i nostri amici e parenti provenienti da ogni parte del mondo!!”

Decidiamo di visitare l’albergo e scopriamo che, oltre ad essere una struttura storica appartata e silenziosa, è servita da un buon supporto tecnologico in ogni spazio e soprattutto è il primo edificio turistico alberghiero in Italia eco-sostenibile con la certificazione ICIM  (Istituto di Certificazione Industriale per la Meccanica).

Nel 2010 è stata apportata una sostanziale riqualificazione che ha permesso di ottenere un comfort termico superiore agli standard, impianti non visibili (a pavimento, soffitto…), evitando ogni tipo di impatto acustico interno/esterno, al fine di ottenere maggior risparmio energetico e miglior utilizzo delle risorse.

Nel 2002 il complesso alberghiero Hotel San Rocco si è arricchito della prestigiosa Villa Gippini, elegante edificio barocco annesso all’hotel, caratterizzato da soffitti con travi a vista, pavimenti in marmo, arredamento Made in Italy e uno stupendo panorama vista lago e sui caratteristici tetti in pietra del borgo medioevale di Orta.

E notiamo anche una mostra in corso, quella della giovane e promettente Anita Pankoff; cogliamo l’occasione per chiederle: 

Ma chi sono queste donne, e cosa rappresentano?

Anita Pankoff © photo Fiammetta Bonazzi

“Non sono necessariamente donne, anche se ne hanno l’aspetto, sono situazioni di particolare intensità e stati d’animo. Trovo che sarebbe bello se anche un uomo vi si potesse rispecchiare; in fondo i sentimenti non hanno genere.” Anita Pankoff

Si sta per concludere la nostra visita nella meravigliosa Orta San Giulio ma non vogliamo tralasciare di visitare il Sacro Monte di Orta, uno dei nove Sacri Monte alpini di Piemonte e Lombardia, posto a circa 400 metri d’altitudine in magnifica posizione panoramica sul lago d’Orta.

Al suo interno sono state costruite venti cappelle affrescate; presenti 375 statue in terracotta di grandezza naturale che illustrano la vita di San Francesco d’Assisi.

Alla sommità del percorso, che include affreschi di Morazzone, Della Rovere, Nuvolone, Legnanino, Cantalupi, vi sono il Convento dei Frati cappuccini e la chiesa di San Nicolao.

Il complesso è tutelato dallUNESCO (World Heritage List) per il suo alto valore spirituale e perché esempio di integrazione di successo tra architettura ed arti decorative in un paesaggio di grande bellezza”.

Nella cappella Nuova è allestita la mostra dal titolo “Le forme e i colori del silenzio” del nostro caro amico artista Belio, che ritroviamo e vogliamo ancora ringraziare personalmente e lui ci mostra una delle sue opere esposte, una clessidra:

Belio, clessidra © Elio Bozzola

” Nel mio lavoro l’idea del tempo trova simbolicamente una sintesi in uno strumento silenzioso quale la clessidra. 

L’opera è parte di un progetto di installazione composta da quattro clessidre che rappresentano il fluire delle stagioni attraverso le differenti cromie delle foglie, a suggerire il loro ciclo vitale” Belio

Guardandola, ci accorgiamo di aver trascorso ogni singolo attimo di questa giornata  con profonda pienezza d’animo e che non dimenticheremo mai.

 

11.08.2017 © Brunella Dorigo  riproduzione riservata

La mia ispirazione

Un giorno, nel corso del mese di giugno, sono ritornata a Orta San Giulio con alcuni amici e ho notato la bellissima piscina dell’Hotel San Rocco le cui acque azzurre si riflettevano nel lago donando all’insieme un momento molto particolare…. 

Un ringraziamento a …

Hotel San Rocco 

Via Gippini, 11 – 28016 Orta San Giulio (Novara) Italia

tel. +39.0322.911977  email info@hotelsanrocco.it

Link

Hotel San Rocco

Gruppo Giacomini Spa

I Borghi più belli d’Italia

Comune di Orta San Giulio

© 2013 Geographica Tonino Mosconi

 

Tonino Mosconi

Fine Art Photography

 

 

 

Belio  

email belio64.bzz@gmail.com

Anita Pankoff

Riserva Speciale Sacro Monte di Orta

Sacri Monte del Pemonte e della Lombardia

Unesco

 

News | Italia VARESE 4 Unesco

Sono diversi i Beni Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel mondo: 1052 siti di cui 814 culturali, 203 siti naturali e 35 siti misti suddivisi in 165 Paesi membri e ben 51 attualmente in Italia con il maggior numero di cui ben quattro nella sola provincia di Varese, un territorio di circa 1200,00 Km2 con una ricchezza variegata, storica e naturalistica ancora poco conosciuta.

Quattro siti importanti, riconosciuti negli anni dal 2003 al 2011, orgoglio di questa provincia situata nel nord-Italia al confine con la Svizzera: Sacro Monte di Varese, Monte San Giorgio, Castelseprio e Monastero di Torba, i siti Palafittopoli di Biandronno – Bodio Lomnago-Cadrezzate.

Conosciamoli meglio, anche grazie alla facile lettura del nuovo volume I tesori d’Italia e l’Unesco, La Provincia di Varese di Sagep Editori

SACRO MONTE di Varese

Un Sacro Monte è un complesso devozionale posto sul versante di una montagna con una serie di cappelle o edicole in cui vi sono rappresentate, con dipinti e sculture, scene della Vita di Cristo, di Maria o dei Santi; è una creazione cristiana della fine del XV secolo che, con la Controriforma, si diffusero anche in Italia.

Sono collocati su di una altura elevata, in una posizione appartata rispetto al centro urbano, in un ambiente più naturale, e vi si giunge prevalentemente mediante un pellegrinaggioNon di rado il percorso richiama la Via Dolorosa, il cammino che a Gerusalemme conduce al Calvario, compiuto dal Cristo caricato della Croce (fonte Sacri Monti.net )

Eretto sulle pendici del Monte Velate con un’altitudine di oltre 800 metri, due chilometri con 14 Cappelle che illustrano ed invitano alla meditazione ed alla preghiera sui Misteri del Santo Rosario, fino alla conclusione con la visita della quindicesima Cappella, il Santuario di Santa Maria del Monte.

Monte San Giorgio © wiki com

Monte San Giorgio rappresenta uno dei più importanti e ricchi giacimenti di fossili al mondo del Triassico  Medio, un intervallo di tempo geologico compreso tra circa 247 e 237 milioni di anni fa: 

UNESCO Monte San Giorgio © Vincent Ko Hon Chiu

rettili, pesci invertebrati marini, insetti e piante ben conservati, sono stati portati alla luce e studiati dal 1850 da paleontologi italiani e svizzeri.

Si trova a cavallo del confine italo-svizzero ed è circondato  da due rami del Lago di Lugano.

I Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 a.C.)

Una delle testimonianze  monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano è quella dell’area Archeologica di Castelseprio-Torba con il Monastero di Torba.

I  resti dell’insediamento fortificato – Castrum – si trovano su un’altura a 350 metri sul livello del mare, racchiuso da un circuito murario con torri su un’area pianeggiante su cui sorgeva il centro abitato con i principali centri civili e religiosi.

CASTELSEPRIO Chiesa Santa Maria Foris Portas © wiki com

La Chiesa di Santa Maria foris portas – eretta tra il VII e IX secolo – ospita uno dei più importanti cicli pittorici altomedievali e due absidi laterali dedicati alla storia dell’infanzia di Cristo.

Nel lungo periodo della pax longobarda, il Castrum perdeva il suo scopo militare, acquisendo una funzione religliosa grazie all’insediamento di un piccolo gruppo di monache benedettine che fanno costruire il monastero e successivamente la chiesa.

Monastero di Torba © UNESCO

Dopo anni di incuria e abbandono, il complesso venne acquistato nel 1977 da Giulia Maria Mozzoni Crespi per donarlo al FAI Fondo Ambiente Italiano, riaperto al pubblico nel 1986 dopo un lungo restauro.

 

 

Siti Palafittocoli preistorici dell’arco alpino

 

Il fenomeno delle palafitte ha caratterizzato l’area intorno alle Alpi in vari momenti della preistoria: lungo le rive dei laghi e dei fiumi, negli stagni, nelle paludi i siti palafitticoli sono ancora conservati, grazie a particolari  condizioni ambientali, e costituiscono monumenti unici di straordinaria importanza scientifica per la ricostruzione storica, economica e naturalistica.

Si contano circa 111 insediamenti databili dal 5000 al 500 a.C. ubicati sulle rive di laghi e fiumi in Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia; dieci di questi si trovano in Lombardia.

Isolino Virginia, Varese © 2017 Brunella Dorigo

L’area varesina è stata particolarmente rilevante per l’avvio delle ricerche palafitticole in Italia a Biandronno  Isolino Virginia, a Cadrezzate  Il Sabbione, a Bodio Lomnago  Bodio Centrale.

Isolino Virginia, Varese © 2017 Brunella Dorigo

E’ possibile quindi visitare ogni singolo sito UNESCO varesino, grazie all’iniziativa Varese 4U – dieci partner con competenze diverse – uniti tutti insieme per far conoscere questo stupendo territorio non lontano dal capoluogo lombardo.

Il Tour Operator Morandi Tour ha predisposto diversi pacchetti turistici in autobus con visita guidata, con partenza ogni domenica dalla Stazione FS di Varese da Giugno a Ottobre 2017.

Sulle tracce dei Longobardi

L’Isola del Lago

Alla scoperta del monte perduto

Il cammino sacro

Link

UNESCO Italia

UNESCO mondo

Sacri Monte Piemonte e Lombardia

UNESCO VARESE

Monte San Giorgio

Longobardi in Italia: i luoghi del potere (568-774 d.C.)

Monastero di Torba – FAI Fondo Ambiente Italiano

Varese Turismo

Palafitte

FAI Fondo Ambiente Italiano

L’immagine di copertina è di Andrea Plebani  vincitore concorso fotografico Varese 4U

Amici Europei Premio EDEN | ITALIA Crispiano

ITALIA Puglia Crispiano: territorio delle cento masserie

 

Bruna Rita

ARTE CULTURA TRADIZIONI

Alcuni mesi fa, nella nostra biblioteca all’Università abbiamo trovato per caso un libro intitolato “Le Cento Masserie di Crispiano” e ci siamo subito incuriosite chiedendoci: “ma che cos’è una masseria?!?”

ArteambienteEdizioni

E così, zaino in spalla, abbiamo deciso di partire  alla volta di Crispiano in provincia di Taranto, nell’Italia meridionale.

Il territorio di questa parte della Puglia, non lontano da Matera – famosa in tutto il mondo per i suoi sassi Unesco –  è definito un museo archeologico ininterrotto: dolmen e menhir, città scomparse dissepolte, villaggi medievali abbandonati, necropoli d’ogni epoca che restituiscono le tacce della gloria magnogreca ed ellenistica.

Ci troviamo nei pressi delle Murge, una zona collinare interna la più alta della regione, una terra ingrata dove affiorano nudi strati calcarei di pietra. Nel corso dei secoli il contadino pugliese ha provato a plasmarla rimuovendo le pietre, trasformandola, piantando milioni di viti, di mandorli e di ulivi.

Si è protetto dalle intemperie e dagli invasori nascondendosi nelle cavità naturali della roccia (dette Gravine) facendone così la propria casa, scavando e ampliando gli spazi adibiti non solo per l’abitazione ma anche  per deporre e venerare i propri defunti.

Chiesa Vecchia Crispiano © Volare Alto

Col tempo  anche i monaci si insediarono negli aspri valloni delle gravine costruendo le prime chiese, affrescando con i loro Santi le ruvide pareti dell’ipogeo.

I resti di questi agglomerati rupestri sono diffusi in tutta la Puglia, soprattutto nell’area intorno a Crispiano  – Parco delle Gravine mappa –  ma anche nel  Comune di Crispiano stesso:  lo scorso settembre 2016, il Comune ottenne  la certificazione Herity  per la Grotta del Vallone, situata accanto al centro abitato.

Grotte del Vallone Crispiano © Volare Alto 
Italia, Sud Puglia

Il moderno Comune di Crispiano  dista 15 chilometri a nord di Taranto (capoluogo di provincia), oggi  abitato da circa 14.000 persone che partecipano e condividono attivamente le molte iniziative organizzate dal bravo sindaco Vito Egidio Ippolito

Nel territorio circostante sono disseminate diverse splendide masserie,  costruite nel periodo che oscilla tra il  XV e il XIX secolo: da quelle più piccole masserie rurali alle più importanti  con la struttura a corte chiusa con mura fortificate.

Crispiano, Masseria Amastuola ©

La tipica masseria pugliese era infatti costruita intorno ad un grande cortile interno, dominato lungo un lato dagli alloggi del padrone e dall’altro lato dalle case del massaro e dei salariati; i rimanenti locali erano occupati dalle stalle nei trulli, dalla pagliera, dal casolare, dai locali adibiti a deposito attrezzi.

Il cortile era il centro vitale dove confluivano tutte le attività: quella agricola, la principale, con l’allevamento del bestiame (pecorino e caprino) era il sostentamento per tutti i componenti della masseria e per gli abitanti del territorio circostante. Una torre di vedetta serviva per la sicurezza, una chiesetta per l’espletamento delle pratiche religiose, un frantoio ipogeo per la produzione dell’olio.

Masseria Mita ©

La crisi di queste strutture produttive incomincia già nel XIX secolo e prosegue fino agli anni Cinquanta, fino alle interessanti trasformazioni che le hanno coinvolte a vantaggio soprattutto del turismo: natura incontaminata, cultura del benessere con i suoi ritmi lenti, enogastronomia d’eccellenza.

Oggi il turista desidera ritrovare vecchi sapori e tradizioni gelosamente conservate dai massari, al fine di scoprire un’area lontana dai consueti percorsi turistici tradizionali.

Masseria Mita Crispiano © 2016 Brunella Dorigo

Il paesaggio della murgia tarantina – unico e affascinante – è  composto dalla una variegata macchia mediterranea disseminata per chilometri da imponenti  ulivi secolari: qui il silenzio regna sovrano e si riesce ad ascoltare solo il rumore della natura.

Masseria Mita Crispiano © 2016 Brunella Dorigo

Anche le pietre dei muretti a secco, ben allineati e illuminati dalla luce naturale – molto particolare in questa parte d’Italia – raccontano la loro personale storia.

All’orizzonte ogni singola masseria racchiude un tesoro di tradizioni da preservare, da svelare e da trasmettere alle future generazionie nessuna di queste è uguale all’altra, ognuna conserva la propria identità, la propria particolarità” (Anna De Marco).

Masseria Russoli Crispiano © 2016 Brunella Dorigo

Nella Masseria Russoli  ad esempio – di proprietà della Regione Puglia – è possibile visitare il “Centro per la conservazione del patrimonio genetico di Martina Franca “razza asinina” attraverso emozionanti eventi come il battesimo della sella, lunghe passeggiate e attività di onoterapia un tipo di pet-therapy praticata utilizzando gli asini e che incomincia a diffondersi anche nel nostro Paese.

L’animale come compagno di lavoro ha semplificato e diminuito la fatica fisica e come animale da compagnia e d’affezione ha offerto benefici di ordine emotivo (wikipedia, onoterapia).

Da ricordare infine anche la presenza del cavallo murgese (con il capotto nero lucido), un cavallo orgoglioso che mantiene un legame viscerale con la sua terra d’origine. 

 

Artigianato Eventi
Antonio  Caterina

ARTIGIANATO EVENTI

Ciao Caterina, è vero che a Crispiano esiste una scuola molto esclusiva ? 

Sì, è l’Accademia del Tufo situata in alcune grotte del Vallone.  E’ stata creata da un suggerimento del Sindaco di Crispiano e seguita direttamente dal Maestro Leonardo De Summa, 40 anni di esperienza nelle ristrutturazioni.

Oggi il Maestro Leonardo è disponibile a riportare la sua preziosa esperienza a giovani e non provenienti da ogni parte del mondo.

Accademia del Tufo, Crispiano © 2016 Brunella Dorigo

Sono cinque i livelli di corso di diversa durata utili per apprendere le diverse tecniche e migliorare la propria abilità nella lavorazione: week-end dell’artigianato, corsi estivi, corsi professionali, aggiornamento tecnico per operatori di settore, visite guidate scolastiche.

Il Tufo è la pietra locale usata principalmente per la costruzione di immobili; è una roccia piroclastica (insieme dei prodotti dell’attività vulcanica esplosiva), formata in prevalenza da frammenti di medie dimensioni detti lapilli.

E’ tenera e friabile, sedimentaria calcarea porosa, adatta quindi ad essere lavorata e trasformata in tanti oggetti particolari ed utili per la casa e il giardino. Da segnalare anche la grande preparazione del Maestro nel realizzare stemmi feudali.

E tu, Antonio raccontami qualcosa sugli eventi in corso a Crispiano ….

Crispiano © Crispiano Turismo

Sicuramente, non ti annoierai!!

Oltre ai percorsi turistici tematici e personalizzati alla scoperta della vita nelle masserie e dell’intero territorio – tra l’altro Crispiano è nel percorso della green road ci sono alcune manifestazioni che ti faranno scoprire  le tradizioni e i valori di questa comunità molto legata fra loro ma sempre aperta e accogliente ai visitatori e, forse-forse, te ne innamorerari 🙂 

In estate c’è il Carnevale del Brigantino (nome della maschera ufficiale e di Brigantella, al sua compagna) una festa che unisce il divertimento con sfilate di carri allegorici provenienti anche dai più grandi Carnevali del sud Italia e dall’estero. Ma la curiosità è che il Carnevale del Brigantino si chiama anche “Carnevale estivo del Fegatino” in omaggio alla tradizione eno-gastronomica locale che premia prodotti tipici locali come la mozzarella, la focaccia, le lumache, il gelato, la bombetta e soprattutto il Fegatino, uno spiedino di carne chiamato gnumeridde.

In autunno si svolge la Festa della Zucca e del Pomodoro giallo-rosso una sagra per celebrare tutti insieme  una gastronomia nutriente, tipica e soprattutto bio-sostenibile.

Presepe Crispiano © Fonte Tbs

In inverno, una delle Grotte del Vallone apre le sue porte nel rispetto della Natività: il Presepe Vivente, un’atmosfera suggestiva con 200 comparse in costume d’epoca, allietata dalla musica degli zampognari e facendo rivivere antichi mestieri.

In primavera, Crispiano in fiore per mostrare le bellezze della natura al risveglio dal tepore invernale.

Brunella Dorigo, Giornalista

Questa è Crispiano, Destinazione Europea d’Eccellenza, Premio EDEN classificata nel 2015 con il tema Turismo ed enogastronomia locale Novità 2017 VIDEO

Giornalista, specializzata dal nelle Destinazioni d’Eccellenza premiate dal Premio EDEN European Destinations of Excellence

Link

Crispiano Turismo

Your EDEN Experience

Masseria AmastuolaMasseria MitaMasseria Russoli

-Consorzio Le Cento Masserie

100 Masserie in Tour

-Parco Naturale Regionale Terra delle Gravine

Herity Italia

-Accademia del Tufo

-Green Road  in Puglia

Accademia Italiana di Arte Equestre “Il Moro di Puglia” presso Masseria Francesca

Grazie a … 

Vito Egidio Ippolito, Sindaco di Crispiano | Brunella Dorigo, Giornalista | Anna De Marco, Promozione Turismo

Crispiano Turismo

Vito Egidio Ippolito, Sindaco di Crispiano

Anna De Marco, Promozione Turismo

 

Storytelling Hotel and Destination | StayDo e Cascina Dani, Agliano Terme

Dal sogno alla realtà, con una graziosa ape

“Quella sera mi coricai un po’ agitato e durante la notte sognai una lunga strada asfaltata in un paesaggio incantevole, illuminata da una chiara brezza mattutina.

Io continuavo a percorrerla ma non riuscivo mai ad arrivare a destinazione….

Che cosa significava? continuai a ripetermi la mattina, appena sveglio.

In ogni modo mi sentì subito sereno e rilassato e forse è stato proprio grazie a quella chiara immagine onirica che riuscì subito a darmi una scossa, il desiderio di cambiare un po’ la mia vita quotidiana.Pensai subito a un viaggio di qualche giorno, abbinandolo magari a una cura termale specifica, che mi proteggesse dagli eventuali malanni invernali.

La zona mi sembrava quella delle Langhe-Monferrato e mi ricordai di una mia amica che mi parlò bene delle Terme di Agliano la cui acqua era un tempo, ritenuta miracolosa dagli abitanti del luogo che la utilizzavano per la cura delle più disparate malattie.

paesaggi-vitivinicoli-di-langhe-roero-e-monferrato-2014-unesco-beni-culturali-piemonteE così mi misi a navigare su internet cercando qualcosa d’interessante.

Nella mia ricerca digitai le semplici parole “Agliano Terme pernottamento“: mi focalizzai su Stay Do: Cascina Dani, Agliano Terme un agriturismo immerso nel mondo del vino, tra vigneti e dolci colline patrimonio dell’Unesco 2014 Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato

Prenotai e mi misi subito in viaggio.

Arrivai nel tardo pomeriggio tra le colline della Val Tiglione, nell’Astigiano, un territorio variegato ricco di storia, di cultura e di tradizioni, formato da sette Comuni tra le valli dei torrenti Tiglione e Nizza Comunità Collinare Val Tiglione e dintorni

Qui il turismo è più meditato e attento nel rispetto delle singole realtà comunali: gli intensi colori del fogliame ad ogni stagione, la disposizione dei vigneti, casolari discreti occultati nel verde tra i dolci pendii e le strade campestri, la quiete dei boschi, i borghi  e le chiese appartate, propongono oggi una storia radicata nel tempo e modellata dal lavoro dell’uomo.

Dopodiché proseguì verso la Cascina Dani nella Regione Dani, un po’ fuori dal centro abitato di Agliano.

Mi venne incontro Zahra, la proprietaria, una donna di origine somala e tedesca che mi accolse con un caloroso sorriso e dopo avermi accompagnato nella mia graziosa e confortevole camera, m’invito a bere qualcosa, un bicchiere di vino.

Uno dei vini principe di questa zona  si chiama Barbera – per tutti La Barbera d’Asti la cui tipicità è stata riconosciuta con la vendemmia del 2008, garantendole la denominazione DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita).

suri_barbera_dasti_villa_giada_andrea_faccioMentre chiacchieriamo del più e del meno, incomincio ad assaporare – non solo l’ottimo vino della cantina di Andrea Faccio, suo marito –  ma anche l’atmosfera di questa casa, una cascina della famiglia di Andrea, oggi completamente ristrutturata mantenendo l’originalità, arredata con pezzi unici che rendono l’ambiente molto confortevole!

 

Mi congedo dalla gradevole compagnia di Zahra e, prima di raggiungere la mia camera, decido di fare due passi intorno alla cascina.

Quella prima notte sognai ancora quella lunga strada asfaltata, ma questa volta comparve un’ape gigante che mi sorrideva e mi parlava, ma ahimé, non riuscivo a comprendere bene le sue parole 😦

Decisi così di ritornare alla piattaforma online di StayDo e con mio grande stupore ritrovai l’immagine della lunga strada asfaltata – tanto sognata –  assieme alla simpatica ape!

Dedicai quindi tutto il mio tempo per approfondire la conoscenza del sito, e scoprì un mondo di attività adatte per il tempo libero, da potermi regalare durante la mia breve vacanza relax e benessere nel Monferrato.

E così pensai subito al Nordic Walking con Simona  per un po’ di movimento all’aria aperta. La sua scuola è adatta a tutti e permette di recuperare la forma fisica pensando soprattutto al benessere: recentemente è stato creato un “progetto sentieri” rivolto a valorizzare il territorio e le strutture ricettive presenti su di esso (App su google Play e Applestore).

E nel pomeriggio, un’ora di yoga con Marina sempre all’interno della Cascina Dani.

Dopo chiesi a Camilla d’insegnarmi a preparare il tradizionale dolce piemontese il Bonèt e più precisamente tipico proprio di queste parti.

la-cascata-dei-sapori

In piemontese il termine Bonèt significa cappello o berretto tondeggiante e più propriamente, nell’antichità, voleva dire berretto da notte. Ma la sera emerse la mia più grande passione, il Teatro: una lezione  di recitazione con Monica Massone

Esprimere un pensiero, un sentimento, un punto di vista sulle mie giornate, sulla società, sul mondo attraverso il corpo e la voce di un personaggio il-viaggio-teatro-2016-monica-massoned’invenzione oppure ispirato alla letteratura, alla storia… insomma, liberare le  mie emozioni anche attraverso un dialogo improvvisato, mi ha fatto terminare egregiamente la mia ultima notte alla Cascina Dani!

Il giorno dopo mi accorsi che mancava qualcosa: avevo scattato diverse fotografie e preso tanti appunti, preziose pillole dei miei istruttori, e volevo riunirli in un bel quaderno, un libro  con tanti fogli di carta bianca (e ben rilegati!) da sfogliare con i miei amici più cari al mio rientro.

littera-antiqua-bianca-maria-bordone-2016-alberto-dorigoEcco quindi Bianca Maria che con le sue abili mani riesce a trasmettermi un’arte senza tempo, oggi di grande fascino.

Si presenta con tutto l’occorrente ed io la seguo passo per passo fino alla completa realizzazione di un libro cucito: un lavoro artigianale d’eccellenza, realizzato in poco più di due ore!

 

 

Bianca Maria Bordone con Paolo Pastorino alla Cascina Dani di Agliano Terme © 2016 Alberto Dorigo

 

Rimango impressionato e sono contento del suo lavoro! 

 

Grazie a Stay Do e  Cascina Dani

 

 

StayDo è un progetto nato nel 2016 da un’idea di Paolo Pastorino, Managing Director. StayDo è una nuova piattaforma online che offre un servizio di intermediazione tra turisti, piccoli albergatori e istruttori che offrono attività e corsi sul territorio. StayDo ha trovato terreno fertile per lo sviluppo iniziale in Piemonte, ma ambisce ad ampliare il proprio network su tutto il territorio nazionale.

L’Agriturismo Cascina Dani,  è stato uno tra i primi albergatori ad aver sottoscritto un profilo su StayDo, “con immediato entusiasmo, dichiara Zahra Premoselli,  perché ho subito riconosciuto le potenzialità di questo strumento che offre a noi piccoli albergatori un’ulteriore opportunità di visibilità e, non di secondaria importanza, ci sostiene in alcuni aspetti della promozione” .

L’immagine di copertina è di Alberto Mantellino che ha sorvolato l’area del Monferrato nei giorni della nostra visita stampa nel mese di Ottobre 2016 

Immagine BRU primo pianoLa mia ispirazione:

Ho incontrato Paolo Pastorino a Torino in occasione di una Fiera espositiva e sono rimasta incuriosita dalla sua nuova attività nel turismo: sono certa che potrà avere un notevole sviluppo su tutto il nostro territorio italiano, soprattutto nelle piccole aree che rispecchiano le caratteristiche delle Langhe e del Monferrato.

 

Amici Europei Premio EDEN | ITALIA Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre

ITALY Sardegna Penisola del Sinis – Isola di Mal di Ventre

Rosa

Ciao, mi chiamo ROSA,  scopriremo alcune curiosità della Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre

 

Siamo in una delle sei Aree Marine Protette (A.M.P.) della Sardegna, nel Comune di Cabras (Oristano), un’area complessiva di circa 25000 ettari, un ecosistema unico da preservare con 35 chilometri di costa, acqua cristallina e fondale trasparente.

Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre A.M.P. Mari Ermi quarzi © 2011 Alberto Dorigo
Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre A.M.P. Mari Ermi quarzi © 2011 Alberto Dorigo

Camminando lungo le spiagge di Mari Ermi, Is Arutas e Maimoni,  potete scoprire diversi tipi di quarzi colorati: la loro storia inizia circa 600 milioni di anni fa quando un’enorme trasformazione dei rilievi ha dato origine alla roccia granitica di Mal di Ventre. I cristalli oggi emersi, separati dalla roccia, e  sono quelli che osserviamo sul bianco litorale. I primi minerali a separarsi dalla roccia sono più fragili (biotite), seguiti via via da quelli i più resistenti (feldspati), fino ad arrivare al quarzo, quello più duro.

 

Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre A.M.P. Mari Ermi sabbia © 2011 Alberto Dorigo
Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre A.M.P. Mari Ermi sabbia © 2011 Alberto Dorigo

Molto interessante scoprire anche le semplici regole per i visitatori, dettate dalla Direzione A.M.P.

Cosa fare per non portare via la sabbia di quarzo

1  utilizzare le passerelle di accesso alla spiaggia

2 utilizzare scarpe a suola liscia, se possibile infradito

3 prestare attenzione a non asportare involontariamente la sabbia (scuotere bene qualsiasi attrezzatura da mare che si porta con sé)

4 non abbandonare mai i rifiuti

5 non calpestare mai la vegetazione e non raccogliere mai piante e fiori.

fonte A.M.P. Vademecum ITA – 2011 R

LINK

Comune di Cabras

Costa del Sinis

A.M.P. Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre

Penisola del Sinis

Regione Autonoma della Sardegna

 

Grazie a … 

CORSICA FERRIES logoPasso dopo Passo. Nel 1968 Pascal P. Lota, da Bastia, ha fondato la compagnia di navigazione. Il primo traghetto era la “Corsica Express”, in grado di trasportare 600 passeggeri e 60 veicoli. Dal 1968 al 1981, la compagnia di traghetti Corsica Ferries ha sviluppato il suo mercato principale: il passaggio tra l’Italia e la Corsica. L’azienda è cresciuta e sono state introdotte traversate verso la Francia. Passo dopo passo le navi gialle divennero sinonimo di comfort e di qualità.

Nel 1981 con l’acquisizione della società italiana TTE, Sardinia Ferries unisce Corsica Ferries. Ora la società potrebbe anche offrire passaggi tra la Sardegna e l’Italia. La nave “Sardinia Nova” è stata il primo traghetto giallo per collegare Livorno e Olbia.

Nel 1996 il traghetto Corsica Express ha aperto la tratta Nizza-Corsica. I traghetti veloci hanno permesso di entrare nel mercato delle traversate tra la Francia continentale e la Corsica. Questo traghetto veloce, è stato utilizzato anche tra l’Italia e la Sardegna.

Nel 2001 la Mega Express Class è stata introdotta con diversi nuovi percorsi possibili tra Tolone e i porti di Ajacco, Calvi, Ile Rousse e Bastia e tra Livorno e Golfo Aranci (Sardegna).

Oggi, l’azienda ha una flotta di 12 navi e gestisce servizi per la Corsica, la Sardegna e l’Elba, con più di 200 passaggi a settimana, in alta stagione, e che trasportano più di 3 milioni di passeggeri all’anno e oltre 1 milione di veicoli.

Grazie a … Thanks to …

villa giadaGaranzia, Professionalità e Qualità: sono i riconoscimenti ricevuti da I.S.NA.R.T. – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Union Camere, che dimostra l’ottima accoglienza di Villa Giada Residence di prima categoria  a pochi chilometri dal mare, sulla costa occidentale della Sardegna.

La struttura ricettiva – situata in un’area di circa 4000 metri quadrati – è suddivisa in due tipologie di ospitalità: il Residence Villa Giada e accanto il Bed&Breakfast, per un totale di nove appartamenti arredati in stile classico sardo, bi-trilocali, dotati di ogni comfort: soggiorno, angolo cucina, bagno, camera da letto.

Villa Giada Residence Tenda © 2011 Alberto DorigoTENDA  particolare. Il disegno, realizzato a telaio, è chiamato Pavoncella nell’arte popolare sarda rappresenta il simbolo di abbondanza e di fertilità. La tecnica usata a nodi è detta “pibione”.

Pibione significa acino d’uva, piccoli pioli che sporgono dalla superficie della tela e formano un disegno sul tessuto. Ogni abitazione ha la sua caratteristica come il tetto in legno, il balconcino a vista, i tavoli esterni in canna di bambù.

Il silenzio, la vegetazione circostante,  la piscina, la comodità del parcheggio, la lavatrice a gettoni, rendono il soggiorno all’insegna di un’autentica vacanza-relax a prezzo contenuto.

Aperto tutto l’anno.

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